NaonisCon 2022: Epilogo

Un’edizione difficile e stimolante, quella che si è appena conclusa, incredibile come i due anni di pandemia abbiano reso così faticoso riprendere le redini di un evento che tutto sommato eravamo abituati a gestire.

Come accade da ormai qualche anno, le danze si sono aperte sabato al PAFF con Idee Che Divertono, una conferenza fantastica sul gioco in tempo di pandemia.

Grazie a Roberto Pestrin, Valentino Sergi, Alan D’Amico, Vittoria Della Nora e Massimo Salvador, è stato davvero uno sforzo incredibile mettere la parola fine ad un incontro così ricco di scambi interessantissimi.

Poi è giunta la grande prova di domenica, abbiamo dato il massimo per riunire di nuovo tutti sotto lo stesso tetto, alla festa del divertimento che NaonisCon si prefigge di essere ed è stato un successo incredibile e inaspettato.

Purtroppo il nostro meglio non è bastato a rendere tutto perfetto, i disagi alle biglietterie sono stati sotto gli occhi di tutti per la maggior parte della giornata e non possiamo che scusarci di questo. Faremo tesoro di quello che è accaduto e faremo il possibile perché non capiti nuovamente.

Infine è tempo di ringraziamenti in ordine sparso. 

Grazie ai nostri ospiti Blasteroid Bros, Erikottero, Ermetriel, Eva Veronese, Nennella, Ormadigatto, Scarlet Nova e Shadowings.

Grazie alle associazioni che hanno fatto un lavoro incredibile: AIFA Cosplay, Associazione Yume, Casus Belli, Coccinelle Rosa, Costrive, Costola dei Barbari, Dama Club Pordenone, Expecto PatronumFanacea, 2 FAST, Fiamme Cremisi, Flus, 3FTeam, Ghostbusters FVG, Heres AEssigea, La Torre Arcana, LudoSport, Memorabilia, Mensa Italia, San Gregorio Sezione Scacchi, Stargate Fanclub Italia, STIC – Star Trek Italian Club e Team Retrogaming 12 Bit.

Grazie a Davide Perconti che ha disegnato la locandina di quest’anno.

Grazie a Poste Italiane che per la 25esima edizione ci ha regalato l’Annullo Filatelico.

Grazie al PAFF per aver ospitato le nostre conferenze.

Grazie a Pordenone Fiere che ci accompagna in questa avventura fin dagli albori.

Grazie a tutti voi espositori e visitatori che ogni anno ci date fiducia e vi riversate qui, nella nostra piccola Pordenone.

Il Club Inner Circle vi saluta e vi dà appuntamento al 2023.

Area Giappone: Koto con Mimi Machiya Ijyusho

Il koto è uno strumento musicale tradizionale giapponese a tredici corde, appartenente alla famiglia delle cetre.
Per suonarlo vengono pizzicate le corde utilizzando tre plettri (tsume) fissati al pollice, all’indice e al medio della mano destra.  

All’inizio il koto venne usato, per lungo tempo, solo presso la corte imperiale, ma grazie a Yatsuhashi Kengyō, grande strumentista del Seicento e autore di composizioni divenute classici per questo strumento, divenne pian piano accessibile alla popolazione.

A Naoniscon – Pordenone Games and Comics avremo l’onore di ospitare Mimi Machiya Ijyusho.

Mimi Machiya Ijyusho ha iniziato a suonare il koto all’età di sei anni, sotto la maestra Tanno e a 18 anni ha ottenuto il diploma di insegnante di koto, sotto il nome di Ijyusho, nome d’arte imposto dalla scuola.

In Italia ha suonato per una Televisione di Como nel 2006, si è esibita in diverse città – Roma, Milano, Carrara e Padova – in occasione dei Festival dell’Oriente, e ha tenuto concerti anche in Svizzera.
È un membro della Celtic Harp Orchestra di Como, con la quale ha avuto l’onore di suonare al Duomo di Milano nel 2011. Inoltre, ha tenuto un concerto, sempre a Milano, nella casa Giuseppe Verdi. 

L’obiettivo di tutte queste esibizioni è quello di far conoscere e portare la cultura giapponese nel mondo.


Area Giappone: Shodo

Il 20 Maggio a Naoniscon nell’Area Giappone la maestra Naomi Yamamoto vi delizierà con delle dimostrazioni (della durata di circa mezz’ora) di Shodo, l’arte della calligrafia giapponese.

Introduzione

Lo Shodo (letteralmente arte della scrittura) è l’arte della calligrafia giapponese. È un’affascinante pratica, considerata tra le più raffinate forme d’arte, attuata da più di mille anni con l’obiettivo di creare armonia tra bianco e nero.
Attorno al settimo secolo, lo Shodo era parte integrante dell’educazione della classe nobile giapponese, in seguito anche la gente comune lo inizia a studiare.
Si utilizzano pennelli e inchiostro di china e si scrive sulla carta di riso una parola, una frase, una poesia, una preghiera, ma ciò che importa è riuscire a trasmettere le sensazioni, le emozioni e il movimento.
La callligrafia giapponese ha diversi stili, i più comuni sono: kaisho (uno stile stampatello con caratteri quadrati e angolari), gyosho (lo stile corsivo) e sosho (uno stile più veloce ed estremamente sintetico con la riduzione all’essenziale).

Come dice l’antico detto La scrittura esprime la personalita, quindi la grafia rivela la vera natura della persona che scrive. Lo Shodo è una pratica meditativa utilizzata per tranquillizzare la mente e portarci ad uno stato d’animo libero da condizionamenti materiali.

La Maestra

Naomi Yamamoto nasce a Osaka, in Giappone, ma attualmente vive in Carnia, vicino a Tolmezzo.
Si è laureata in Pedagogia presso l’Università Magistrale Statale di Osaka e nel 2003 ha conseguito inoltre un Diploma di Mosaicista presso la Scuola Mosaicisti del Friuli, situata a Spilimbergo (PN).
Per 18 anni frequenta calligrafia giapponese a Osaka, conseguendo il quinto dan della Sessin Kan, un’associazione di Kansai Shodo fondata dal grande maestro Ryosetsu Imai.
Dal 2014 insegna Calligrafia giapponese a Tolmezzo e nel 2017 ha iniziato a tenere corsi anche a Trieste e Pordenone.

Area Giappone: Furoshiki

La maestra Ingrid Ingrassia terrà delle dimostrazioni di Furoshiki, l’arte dell’impacchettamento, e successivamente siete invitati a partecipare al suo workshop sul tema, sempre il 20 Maggio a NaonisCon.

Il Furoshiki, l’arte dell’impacchettamento

Il quadrato di stoffa che oggi conosciamo come furoshiki prende questo nome nel periodo Edo (1603-1868) quando, con l’aumentare dei bagni pubblici, le persone cominciarono ad avvolgere i loro cambi d’abito con questi tessuti, perché non si confondessero tra loro. Rientra nell’affascinante abitudine tipicamente giapponese di porre massima cura e attenzione nell’impacchettamento di ogni genere di bene, dal bento al regalo nuziale.
Parleremo delle origini e delle usanze nella tradizione e ai giorni nostri con la dimostrazione di due o tre usi.

Il Workshop

Il Furoshiki (風呂敷) è un tipico involucro quadrato di stoffa, tradizionalmente utilizzato in Giappone per trasportare vestiti, bentō, regali e altri beni. L’arte giapponese di avvolgere contenere, trasportare oggetti di ogni forma: un’alternativa elegante ed ecologica per preparare originali pacchi dono o accessori di uso quotidiano, come pochette borse borsette e porta oggetti.
La sensibilità verso l’ambiente cresce e tornano in voga materiali e abitudini antiche, di cui si riscopre la modernità.
Parleremo delle origini e delle usanze nella tradizione e ai giorni nostri, e apprenderemo oltre 10 modalità adatte alle diverse occasioni e oggetti.
Durata: 1h
Massimo numero di partecipanti: 12
Costo: 15€

La Maestra

Durante il percorso di studi classici a Udine, Ingrid Ingrassia ha la meravigliosa opportunità di studiare la fotografia sia dal lato storico sia da quello tecnico e artistico con Italo Zannier e Guido Guidi.
Si laurea in Architettura con una tesi in progettazione dove riesce ad inserire di straforo uno studio sull’uso del colore negli anni ’50 e ’60 in Italia e una ricerca fotografica sulla trasformazione dei quartieri Fanfani (INA casa) a partire dalle fotografie dell’Istituto Luce, per arrivare a oggi con un personale reportage.
La sua fissazione per il colore si manifesta in tutti gli ambiti come nella ricerca stilistica per l’arte, nell’arredo, la comunicazione e nella sua frase ricorrente – mutuata da un famoso film – Che accostamenti fa! I colori sono importanti!.
Già durante gli anni dell’università collabora con fotografi e videomaker, come assistente, seconda macchina, speaker; scrive testi per spot e cortometraggi.
Partecipa a diversi concorsi di architettura e fotografia, ricevendo da entrambi gli ambiti soddisfazioni e premi.
Attualmente fa parte dell’Associazione Nipponbashi (letteralmente ponte giapponese), attraverso cui la cultura nipponica viene a promossa a Treviso con eventi, corsi, viaggi, incontri ed ogni genere di approfondimenti.

Scuola del Fumetto di Milano

NaonisCon è lieta di annunciare la presenza della Scuola del Fumetto di Milano in fiera il 20 Maggio, non perdere l’occasione di partecipare alle loro numerose iniziative!

 Allo stand potrete trovare 3 spazi a vostra disposizione:

  • Area Workshop, in cui i visitatori saranno chiamati a disegnare ed imparare le basi del Fumetto in tre workshop gratuiti:
    • Fumetto Realistico: le basi dello studio della figura umana. Come impostarla partendo dai volumi e dai solidi che formano la struttura del viso e del corpo.
      • Dalle 10:30 alle 12:00.
      • Dalle 16:00 alle 17:30.
      • Insegnante Mattia Crotti.
    • Fumetto Umoristico: le basi dello studio della figura umoristica, lo studio espressivo del viso e le azioni.
      • Dalle 14:30 alle 16:00.
      • Insegnante Stefano Zampollo.
    • Manga: le basi per l’analisi dello stile manga con un percorso pratico sulla caratterizzazione del personaggio.
      • Dalle 12:30 alle 14:00.
      • Dalle 18:00 alle 19:00.
      • Insegnante Elena Giussani.
  • Area Commissions: un team di autori pronto a disegnare qualunque personaggio voi desideriate.
  • Mostra Manga dal titolo WEEKLY SHONEN JUMP 50th ANNIVERSARY TRIBUTE!
    In occasione del cinquantesimo anniversario della storica rivista nipponica Weekly Shonen Jump (edita da Shueisha) e trampolino di lancio di alcuni tra i mangaka più famosi al mondo, gli allievi della sezione manga raccontano parte del loro percorso didattico-formativo attraverso una mostra-tributo. Proponendo una carrellata dei loro lavori ed esercizi ripercorrono e studiano la storia del manga e di personaggi e tecniche affinando le proprie abilità.

La Scuola

La Scuola del Fumetto di Milano è stata la prima in Italia ad affrontare didatticamente la preparazione dei nuovi disegnatori secondo le esigenze del mercato.
Oggi è una realtà ben inserita nel mondo del lavoro grazie a diverse collaborazioni con società private, agenzie di pubblicità, studi e case editrici, fintanto che attualmente diversi allievi lavorano come professionisti nel settore o sono titolari di studi e case editrici.
Dal 1995 la Scuola del Fumetto stessa è diventata Casa Editrice, per permettere ai propri allievi di sviluppare progetti editoriali, che se scelti dalla redazione, saranno editati e messi in vendita nelle librerie specializzate e non.

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